Coaching

Ognuno ha una favola dentro che non riesce a leggere da solo. Ha bisogno di qualcuno che, con la meraviglia e l’incanto negli occhi, la legga e gliela racconti.” (Pablo Neruda)

Esistono moltissime definizioni e specializzazioni di Coaching. Oggi sembra un trend. In realtà è un percorso che richiede l’analisi di specificità, motivazioni, competenze, valori e obiettivi.

È innegabile: ci troviamo di fronte a mutamenti repentini e importanti in ogni contesto, personale e professionale. La pandemia COVID-19, ad esempio, sta esercitando pressioni nuove e impreviste su tutti noi. Allenarsi alla resilienza può aiutarci: sviluppare, nutrire il nostro potenziale e imparare attraverso l’esperienza di riadattamento ci forniscono la propulsione per superare l’esposizione agli effetti della pandemia.

Essere in grado di affrontare il cambiamento aiuta, ma saper trarne vantaggio è una competenza indispensabile. Il coaching nasce proprio per rispondere velocemente all’esigenza di un cambiamento, per trovare un nuovo equilibrio, che io definisco  liquido, perché si muove e si riorganizza continuamente.

Grazie agli strumenti del coaching, in partnership con il cliente, lo aiuto a scoprire il suo potenziale e a indirizzarlo verso i suoi obiettivi, gestendo energie e tempi di ripresa.

Individui, organizzazioni o aziende, tutti possono trarre beneficio dal Coaching. È un percorso che si fa in due e mettersi in gioco e in discussione è la regola aurea. Con un’illuminazione ben orientata si aprono diversi possibili scenari. Io rivelo una serie di luci dentro di voi, voi spingete l’interruttore per accenderle.

Chi è ciascuno di noi se non una combinatoria di esperienze, di informazioni, di letture, di immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili.” (Italo Calvino)