Chi sono

Giorgia Cacciante

Coach, formatrice, consulente

Comunicazione e formazione: sono le direttrici lungo le quali si sviluppa la mia carriera. Due aree apparentemente parallele, che si intrecciano in modo inaspettato e peculiare e forniscono una visione della realtà poliedrica.

La passione per la pubblicità e la comunicazione risale all’esame di terza media. In quella occasione preparai un piccolo lavoro sulla pubblicità progresso. La comunicazione breve e sintetica mi affascinava molto: è incredibile come in pochissimi istanti, parole, immagini possano veicolare messaggi tanto profondi. Da quel momento ha sempre attivato la mia curiosità.

La laurea in Scienze della Comunicazione è sempre stato un obiettivo importante: pensavo di aver raggiunto un traguardo, ma di lì a poco scoprii che era anche una nuova grande partenza. Sin da subito, infatti, decisi di lavorare in agenzia: ricordo che nelle prime campagne banner sui portali ero pronta a mettere in pratica quanto studiato, ma intuii subito che avrei dovuto aggiornarmi, perché certe dinamiche erano già superate, o meglio, in continua evoluzione!

Lavorai con grande passione e desiderio di conoscenza, partecipando all’organizzazione di fiere e congressi: sono stati anni ricchi di stimoli, che toccarono anche la progettazione di eventi formativi. Non potevo ancora immaginare che un giorno a formare sarei stata proprio io.

Ho scoperto la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) durante le ricerche per la tesi sul colore come simbolo, ma ho atteso altri due incontri su questo tema prima di intraprendere con decisione la mia formazione nel settore. Circa 10 anni fa, infatti, iniziò la mia second life.

Ricordo il mio primo corso di PNL come fosse ieri: il fermento creativo e le diverse connessioni aprirono scenari di grande interesse. Allo sciogliersi dei pensieri la direzione della mia carriera si faceva più chiara. Iniziai a comprendere tanto di me stessa e molto anche degli altri e finalmente intuii il significato di libertà (di pensare diversamente).

Scoprii con grande sorpresa che la PNL era una nuova declinazione della comunicazione. Così, coordinando lavoro e formazione, mi impegnai per ottenere le mie prime certificazioni. Nei fine settimana alternavo la frequenza dei corsi all’assistenza in aula. Era una sfida onerosa, ma non sentivo la stanchezza, al contrario: mi rigeneravo perché sapevo di crescere in consapevolezze e professionalità.

La mia second life

La mia nuova strada si stava delineando: ero così determinata nel raggiungere una formazione adeguata che decisi di vendere gli oggetti d’oro di battesimi, comunioni e cresime per iscrivermi a un corso di Public Speaking, una sezione del percorso per diventare Coach, che non avrei avuto la possibilità di intraprendere. Il ricavato corrispose alla somma dell’investimento richiesto per completare il percorso. Mi sembrò un segno vivido e sorprendente, una coincidenza significativa con il mio nuovo orientamento professionale.

Finalmente diventai Coach, ma anche questa meta celava una nuova prospettiva: diventai trainer in PNL, seguendo un corso di Richard Bandler, e mi trasferii a Londra per diventare Trainer in Coaching.

Da quel momento non ho più smesso di aggiornarmi: ogni volta che scopro un tema, che stimola la mia curiosità ed è compatibile con la mia vita, lo approfondisco. Mi piace poter mescolare strumenti diversi e scegliere di usare quello più adeguato all’intervento specifico da attivare: fa parte di quella libertà di azione che mi piace preservare, perché sottintende capacità di analisi, creatività e realizza soluzioni sempre nuove.

Avere una second life non vuol dire abbracciare la seconda scelta, ma abbinare due professionalità, intrecciate e indipendenti, affinché gli stimoli da ambienti diversi possano generare soluzioni innovative in ogni settore in cui sono richieste le mie competenze. Un’osmosi di best practice e know-how che genera novità. Oggi mi occupo di formazione e coaching e continuo a gestire un’agenzia di comunicazione, Enfasia,  insieme al mio socio.

Tutto quello che progetto si veste anche dei miei valori. Interagendo ne ricevo altri sui quali pianificare il futuro. Il tutto in una gioiosa armonia.

Cosa mi guida

Autenticità, leggerezza, libertà, condivisione e bellezza: questi sono i principi che ho deciso di mettere in gioco attivamente nella mia vita professionale, ma ce ne sono altri che mi accompagnano quotidianamente e che contribuiscono a guidarmi. Parlo di rispetto, umiltà, benessere, energia, equilibrio e felicità.

A formare e allenare le mie attitudini, in fondo, è stato il patrimonio emozionale e valoriale dei miei genitori: il modo in cui hanno facilitato la mia crescita e hanno affrontato le sfide della loro vita. L’eredità di ricordi che hanno lasciato andandosene troppo presto è un grande dono. Come due stelle luminose, che splendono anche nella notte più buia, sono sempre con me. A loro dedico l’impegno quotidiano dedicato ad essere una persona migliore di ieri.

Credo molto nei valori positivi che mi guidano: regolano i miei comportamenti e la relazione con l’altro. Questo si trasmette anche durante l’attività professionale. Ho chiesto alle persone che ho avuto il piacere di incontrare lungo il mio percorso di parlare di me dal loro punto di vista. Ho pensato di lasciare uno spazio dedicato in questa homepage. Grazie alla loro abile capacità espressiva, mi hanno dato l’opportunità di veicolare qui il senso dei valori di cui sono testimone.